Lettera a Zia. Capitolo 63. 16/10/2025

Lettera a Zia. Capitolo 63. 16/10/2025

In questa foto qui eravamo noi.
Tu dietro di me, a guardarmi le spalle, come per proteggermi.
Zia, ti metto qui sotto la canzone che amavi: Combattente di Fiorella Mannoia.
Come lo sei sempre stata tu, fino alla fine.

Quando mi guardavi io mi sentivo amato.
Come quando giocavi con me quando ero piccolo, e puntualmente ogni domenica a casa dei nonni, ti facevo lo scherzetto della castagna marcia.
Il gioco era questo: nonna a fine pranzo faceva le caldarroste nel forno, io prendevo quella più marcia, spesso suggerita da papà o dal nonno, e te la davo dicendo “zia questa è buonissima, l’ho lasciata per te”.
E tu facevi ogni volta il teatrino dicendo grazie, che ero un bravo bimbo, e poi quando l’aprivi facevi finta di arrabbiarti e io ridevo come un pazzo.
Quanto ci siamo divertiti, sta cosa è andata avanti pure quando avevo quasi la barba.
Ma ora siamo qui, tu sei vicino a me e non ci sei più.
È successo, mia cara zia.
Le nostre risate, le nostre chiacchierate, i nostri messaggini, in questo mondo terreno, non ci saranno più.
Io pensandoti però, voglio farlo con gioia, ricordando sempre quell’ironia sottile (e a volte anche meno sottile eheh) che avevi.
Io non so davvero perché mi trovo qui a scrivere ora che sei ancora qui in casa con noi, ma mi sento scoppiare.
Ti preoccupavi sempre per me.
Sapevo che qualsiasi viaggio, qualsiasi sfida intrapendevo, tu mi chiedevi sempre di stare attento, di aprite gli occhi.
Io sapevo che tu c’eri sempre.
Mi ripetevi “bravo Ale, viaggia, veditene bene”.

Nel 2017, quando io sono stato all’ospedale, tu venivi tutti i giorni con zio, lo vedevo quanto eri preoccupata e impaurita per me. E quando ti dissi che volevo andare in Africa 6 anni fa, tu mi rispondesti impaurita “ma ci devi andare per forza?” per cercare di dissuadermi. Poi però quando ci so andato ricordo più i tuoi messaggi quando ero lì. Eri fierissima di me.

Ora che sarei dovuto tornare in Africa quest’anno a Novembre mi hai proprio detto “ma ora mica vai?” e io “no zia, sto qua, non vado da nessuna parte” e ho visto il tuo sguardo più sereno.

Ricordo quanto eri felice quando andavi a cucinare alla mensa in chiesa, quel senso di comunità ti piaceva tanto. L’amicizia per te valeva tantissimo.
Ora solo salito su da nonna, e sto vagando da solo a casa in cerca di qualche tuo segnale.
Gli altri sono tutti giù da te a darti l’ultimo saluto. Una marea di persone che alcune manco le conosco.
Mi sono seduto sul tuo lettino e sto provando ad immaginarti qui, quando dormivi nella casa dei tuoi genitori, per sentirti più vicino.
Per fissare dentro di me tutte questo bei ricordi per non permettere mai al tempo di scalfirli.
Hai dovuto sopportare tante sfide. Troppe sfide.
Il destino a volte può essere davvero bastardo, ma tu hai avuto sempre coraggio in ogni situazione.
Pochi sanno quanto è difficile vivere con un dolore fisso addosso, che sia di qualsiasi natura, come può essere una malattia.
A volte è così facile giudicare gli altri, senza mai andare a fondo, senza mai capire il perché, vero?
Tu però hai avuto una grande fortuna e di questo ne parlavi tanto nell’ultimo periodo: tu hai conosciuto l’amore vero che è il tuo Ciro, il tuo principe, il mio padre padrino.
Voi davvero siete stati e sarete sempre una delle coppie più belle che ho mai conosciuto nella mia intera vita.
In tutto questo vostro viaggio, la battutella non è mai mancata, la presa in giro, lo sfottervi a vicenda. Anche ieri lo avete fatto.
Questo modo di sorridere alla morte è stata la manifestazione d’amore più potente. Saper giocare nelle disgrazie.
Il cosiddetto “ballare sotto la pioggia”.
In stile “la vita è bella” di Benigni per intenderci ja.

In questa mia esistenza fatta di famiglia allargate e dinamiche volte complicate, tu per me eri un punto di riferimento.
Io sono tuo nipote ma me lo dicevi sempre che ero qualcosa di più.
E ora che non ci sei più, tutte queste persone che stanno venendo a trovarti mi stanno dicendo “zia t vulev assai bene”.
E io lo sapevo zia, ce lo siamo sempre detti tanto soprattutto nell’ultimo periodo.
Ho cercato sempre di darti tutto l’amore che ho avuto. Per cercare di farti ridere nu poc, di non farti sempre pensare a sta cazz di malattia di merda.
Ci ho provato zia, ho provato a dirti le parole giuste, a tenerti su nei momenti più brutti.
In punta di piedi, senza insistere più di due volte, senza invadere i tuoi spazi. Perché io ti conosco bene: tu il mondo lo volevi vivere a modo tuo.
Con le tue idee e le tue convinzioni.
A volte ho detto qualche cazzata per non farti buttare giù, e di questo te ne chiedo scusa. Quelle frasi comuni sul rimanere forti, sull’essere coraggiosi, sul non mollare mai. Ci abbiamo sperato tanto.
Nella mia vita ho sempre saputo di avere una seconda mamma, e oggi ho avuto la conferma che tutti lo sapevano.
Il nostro legame supera le moine, le apparenze, ma era ed è qualcosa di più profondo.
Quando mi hai abbracciato l’altro giorno uscendo dall’auto, io ho sentito quell’odore lì.
Quello delle domenica in famiglia.
Quello delle castagne al forno.
Non lo dimenticherò mai.

Tu avevi l’ironia del nonno, il tuo grande eroe, e sebbene fosse spesso condizionata da preoccupazioni e problemi che la tua vita ti ha dato, non perdevi mai l’occasione di fare la battuta e dire quello che pensavi.

Io non lo so che sto scrivendo zia, mi sento fuori controllo, tipo un fiume in piena che non riesce a gestire il suo flusso d’emozione e sto scrivendo tutte parole confuse a ruota libera.
Io però lo so che ti piaceva tanto leggermi e allora pubblico qui queste due righe sperando che ti arrivino, così che tu possa leggerle come al solito per poi mandarmi in chat il solito cuoricino rosso lampeggiante.

Zia, quel giorno di Aprile io e te ci siamo fatti una promessa e io, finché respirerò, finché sarò in vita, la manterrò. Puoi stare tranquilla.
Nun t preoccupá.

E ora zia…giochiamo un po’?
Ho una castagna calda per te. È buonissima, la vuoi? La vuoi?

Ti vorrò bene per sempre
Sempre con me e con noi

Tuo nipote e figlio

Ale

Ti ringrazio della lettura. Se ti va puoi scrivere qualcosa qui:

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